Jacopo della Quercia
Santo monaco (San Leonardo?)
XV sec, secondo decennio
Legno dipinto
dalla chiesa di Nostra Signora Regina della Pace, Massa – Oliveti (prima dalla chiesa di San Leonardo al Frigido, Massa)

Jacopo della Quercia
Santo monaco (San Leonardo?)
XV sec, secondo decennio
Legno dipinto
dalla chiesa di Nostra Signora Regina della Pace, Massa – Oliveti (prima dalla chiesa di San Leonardo al Frigido, Massa)
Jacopo della Quercia (Siena 1371-1438), figlio di un orafo di origine lucchese, fu educato nella tradizione gotica toscana (soprattutto ai grandi modelli di Nicola e Giovanni Pisano), a cui unì gli influssi dello stile francese, ma venne ben presto a contatto anche con la cultura rinascimentale fiorentina. Il suo stile è dunque una sintesi personale di queste suggestioni: la resa delle vesti e dei panneggi delle sue figure riporta alla scultura borgognona di fine Trecento, invece l’attenzione per la resa naturalistica dei corpi e dei volti si deve alla nascente sensibilità rinascimentale. L’artista ebbe modo di operare, oltre che a Siena, a Lucca (si ricorda il Monumento a Ilaria del Carretto) e a Bologna (si ricorda il portale del Duomo). Si ignorano le circostanze che possano aver portato l’artista a produrre una scultura per la chiesa romanica di San Leonardo al Frigido, tuttavia il Santo monaco costituisce un’ulteriore testimonianza dello stretto contatto tra il territorio apuano e l’ambiente artistico lucchese.

La statua rappresenta un santo monaco dalla testa tosata, con indosso un saio chiaro. Il monaco sorregge nella mano sinistra un libro, nella destra un oggetto poco riconoscibile, forse una borsa per le monete.



Esclusi il basamento e la mano sinistra, la statua è ricavata da un unico tronco. La testa e la parte anteriore del corpo sono dipinte, mentre nella parte retrostante il legno è lasciato a vista. Questa soluzione, associata a una visione dal basso, fa presumere un’originaria collocazione all’interno di una nicchia o di un polittico ligneo, ora disperso.